Perché andare
Il fascino sta nel confrontare i tessuti finiti con le attrezzature e i disegni dietro di essi. Le sete italiane, i ricami e il pizzo Aemilia Ars mostrano tecniche diverse, mentre gli strumenti per tappezzeria collegano bellissimi oggetti al lavoro di realizzarli e ripararli. Questo è più adatto per gli interessi tessili rispetto a un'indagine artistica generale.
Cosa osservare
- Damaschi italiani, broccati, velluti e altri tessuti compaiono nella collezione.
- I disegni in pizzo e di design di Aemilia Ars collegano i tessuti alle arti decorative di Bologna.
- Strumenti e macchinari documentano l'artigianato del tappezziere.
La storia completa
Il tappezziere Vittorio Zironi ha fondato il museo con altri artigiani dopo la seconda guerra mondiale. Ha aperto per la prima volta nel centro di Bologna nel 1966 e successivamente si è trasferito a Villa Spada, un ambiente associato a una biblioteca specializzata e lavori di restauro tessile. La collezione entrò a far parte dei musei civici di arte antica di Bologna dopo la sua donazione alla città. Il suo ambito si estende ben oltre gli arazzi: damaschi italiani, broccati, velluti e taffetà si trovano accanto a tessuti di altre regioni, abiti sacri, costumi, bandiere e ricami. Gli strumenti e i telai sono rivelatori come i pezzi finiti perché rendono visibile l'artigianato. I disegni e il pizzo di Aemilia Ars aggiungono un filo specificamente bolognese all'esposizione, compresi i disegni legati ad Alfonso Rubbiani e Guido Fiorini. Cerca la relazione tra un motivo su carta, un tessuto finito e la manodopera necessaria per realizzarlo o ripristinarlo. Il museo si adatta ai visitatori con un particolare interesse per le arti decorative e la cultura materiale.
Da sapere
- Conferma l'attuale accesso pubblico e la selezione visualizzata prima di recarsi al museo.
- Concedi più tempo se vuoi confrontare da vicino i tipi di tessuto e gli strumenti di produzione.
