Perché andare
Il contrasto tra il più grande chiostro rinascimentale e le colonne di marmo romano del chiostro più piccolo offre un modo concreto per leggere il complesso. La sua storia spiega anche perché un monastero potesse diventare una fonte di tensione su una piccola isola, dove i diritti di terra e pascolo erano importanti per i suoi vicini.
La storia completa
Il charterhouse fu fondato nel XIV secolo da Giacomo Arcucci, un funzionario associato a Giovanna I di Napoli. I suoi spazi separavano gli edifici dei monaci dalle aree che servivano gli ospiti e altre funzioni. I due chiostri mostrano diversi trattamenti architettonici: il più grande ha un design del tardo Rinascimento, mentre le colonne di marmo romano distinguono quello più piccolo. La storia del monastero era legata alle risorse di Capri e alla sua vita religiosa. I monaci detenevano terra e diritti sul pascolo e sulla caccia, il che li portò in conflitto con gli isolani. La fortificazione e il restauro nel XVI secolo aggiunsero un altro strato difensivo al complesso. La sua storia culturale successiva include il museo dedicato al pittore Karl Wilhelm Diefenbach, stabilito a 1974. Gli edifici sopravvissuti collegano quindi il recinto monastico, il potere locale e le successive associazioni artistiche dell'isola.
